Federico Platania (www.federicoplatania.it)
Bio Libri Link
Il Dio che fa la mia vendetta
(Gallucci, 2013)
Bambini esclusi
(Fernandel, 2012)
Il primo sangue
(Fernandel, 2008)
Buon lavoro
(Fernandel, 2006)
Federico Platania

Federico Platania è nato a Roma nel 1971.

I primi racconti appaiono su Storie e poi sulla rivista della casa editrice Fernandel con la quale in seguito pubblicherà la raccolta di racconti Buon lavoro (2006) e i romanzi Il primo sangue (2008) e Bambini esclusi (2012). Nel 2013 esce per Gallucci il romanzo Il Dio che fa la mia vendetta.

Nel 2003 fonda insieme ad altri scrittori e “lettori forti” il gruppo di provocazione letteraria I libri in testa da cui si allontana dopo alcuni anni.

È il curatore di www.samuelbeckett.it il sito italiano dedicato a Samuel Beckett.

Fa parte dell'associazione Piccoli Maestri.

È uno dei tutor dell'edizione 2013-2014 della Bottega di Narrazione diretta da Giulio Mozzi e Gabriele Dadati (Laurana Editore).
"Il Dio che fa la mia vendetta", Federico Platania (Gallucci, 2013)

Non vi levo il piacere di leggere questo libro, che mi ha ricordato il recente scomparso Vincenzo Cerami di “Un borghese piccolo piccolo” e, ancor più, l’epigono Sandro Onofri. (Roberto Carvelli, «Paese Sera»).

24.09.2013 - L'analisi di Demetrio Paolin su Vibrisse (WEB)

11.08.2013 - Intervista con John Vignola per "Twilight", Radio 2 Rai (MP3)

27.07.2013 - Il commento di Roberto Carvelli su Paese Sera on line (WEB)

24.07.2013 - Intervista con Loredana Lipperini per "Fahrenheit", Radio 3 Rai (MP3)

21.07.2013 - Intervista con Alberto Gaffi per "Carta vetrata", Radio Città Futura (MP3)

17.07.2013 - L'Unità (PDF)

Ivan investe e uccide un passante tornando da un rave party. Tommaso lo vede e vuole fare giustizia. Giulia intercetta entrambi e aspira a salvare il mondo. Una storia di colpe, vendetta e redenzione.


Federico Platania, «Bambini esclusi» (Fernandel, 2012)

Un romanzo di figure che si potrebbero definire border-line, se non fosse che sono personaggi realissimi: solo tracciati dalla penna dello scrittore con più profondità dello sguardo nostro quotidiano. (Valeria Parrella, «Grazia»).

Platania, con un’attenzione maniacale per i dettagli e i dialoghi, riesce a catturare sapientemente il lettore. (Brunella Schisa, «Il Venerdì di Repubblica»).

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Le prime pagine (PDF)

21.03.2012 - Puntata di «Twilight», Radio 2 RAI, con John Vignola (MP3)

17.02.2012 - Intervista con Marta Perego per "Ti racconto un libro", IRIS Mediaset (YouTube)

09.02.2012 - Intervista con Valentina Catalucci e Fabio Luzietti per "Primo Spettacolo", Radio Città Futura (MP3)

Alvise ha un solo desiderio. Contemplare dal vivo, in una visione privata e segreta, Dafne Delirio, una giovane popstar nei confronti della quale prova un’adorazione che sconfina nel mistico.
Gabriele invece ha un solo terrore. Diventare padre. Ha stretto un misterioso voto con se stesso. Nel suo continuo rimuginare, nella sua allucinata interpretazione della realtà circostante, Gabriele fa coincidere la prospettiva della paternità con la fine della propria esistenza.
Ma il corso degli eventi prende direzioni impreviste. Dafne Delirio abbandona all’improvviso il music business per ritirarsi a vita privata, protetta da un rigoroso anonimato. Gabriele, invece, nonostante le ossessive attenzioni mette incinta la sua ragazza. Il voto è spezzato. La sua esistenza in pericolo.
Disperati e impauriti i due personaggi cercheranno di rimettere le proprie vite in carreggiata. Sarà un hotel vietato ai bambini a far loro capire che la vita, a volte, ti dà esattamente quello che vuoi. Solo che lo fa a modo suo.





Federico Platania, «Il primo sangue» (Fernandel, 2008)

La lingua di Platania è perfetta, scorre e trascina, i capitoli sono tranciati da lampi di introspezione secca e disperata.
(Jacopo Nacci, «L'Indice dei Libri del Mese»)

Dopo averlo letto viene voglia di scegliere la violenza ma sullo stesso Platania, che in due romanzi è riuscito a unire poverismo, precariato, postofissismo, periferismo e immigrazionismo, peggio di così si muore e vorremmo morire non leggendo Platania.
(Massimiliano Parente, «Libero»)

Una storia sinistra, un atto di pura, intelligente denuncia.
(Piersandro Pallavicini, «La Stampa/TuttoLibri»)

Federico Platania ha capito l’Inferno.
(Saverio Fattori, «Carmilla On Line»)

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Le prime pagine (PDF)

12.03.2008 - Intervista con Marino Sinibaldi per Fahrenheit, Radio 3 RAI (MP3)

Andrea vive insieme ai genitori in un quartiere popolare alla periferia di Roma. È ossessionato dai tanti "disperati" – extracomunitari, zingari, barboni, persone che vivono in condizioni estreme – che incontra per strada o in autobus andando e tornando dal lavoro. Un giorno entra nella sua vita Francesco, figlio di un ricco industriale milanese: le loro collere individuali si incontrano e tutto prende fuoco.
Un romanzo crudo che racconta la ferocia della disperazione e nel contempo delinea i tratti di una periferia sempre più masochista, una wasteland dove il denaro, che appare come l’unica via d’uscita, incrocia tragicamente la strada della violenza.
 
Federico Platania, «Buon lavoro. Dodici storie a tempo indeterminato» (Fernandel, 2006)

Il messaggio alla fine risulta chiarissimo: il lavoro non ha mai nobilitato nessuno. (Sergio Rotino, «Il Corriere del Mezzogiorno»)

Federico Platania è un bel colpo di Fernandel. Un esordio importante.
(Saverio Fattori, «Carmilla On Line»)

L’autore sceglie un tema controcorrente per i suoi racconti scritti con stile rapido e asciutto.
(Giovanna Mancini, «Il Sole 24 Ore»)

Su ognuna di queste storie incombe un senso di minaccia che Platania incarna sapientemente in una serie di inconvenienti accidentali.
(Teo Lorini, «Pulp»)

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Le prime pagine (PDF)

23.11.2011 - Intervista con Lucilla Noviello per "La notte di Radio 1", RAI (MP3)

04.07.2007 - Intervista con Alessia Fedele per "Nessuno Libri", RED TV (YouTube)

14.05.2006 - Intervista con Arianna Cameli per "Mompracem", Radio Città del Capo (MP3)

01.05.2006 - Intervista con Felice Cimatti per Fahrenheit, Radio 3 RAI (MP3)

30.04.2006 - Intervista con Francesco Locane per Radio Neon (MP3)

I racconti che compongono questo libro narrano la realtà lavorativa del posto fisso. Dodici storie ambientate in anonimi palazzi aziendali, dove personaggi annichiliti sono protagonisti di banali vicende d’ufficio che scivolano verso una conclusione angosciante e a volte tragica. Proprio il concetto di "posto fisso" – inteso sia come elemento di stabilità sia come impossibilità di sviluppo – fa di questa raccolta il complemento letterario ai molti recenti titoli di narrativa italiana che hanno per tema il precariato. Se in quelli si raccontano le ingiustizie subite e le speranze di una generazione che tra un lavoro stagionale e l’altro sogna di approdare al lido sicuro del contratto a tempo indeterminato, in Buon lavoro si scopre che il lido è tutt’altro che sicuro, che le ingiustizie continuano e le speranze finiscono. Con stile freddo e neutro – e proprio per questo ancora più inquietante – Federico Platania descrive una nuova generazione di "colletti bianchi", che offre un quadro sconfortante e grottesco della vita impiegatizia contemporanea.
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© Federico Platania - Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013
A gail more powerful than all of the guns. Ever. (T.S.)